Chirurgia e genetica per combattere i chili di troppo PDF Stampa E-mail
Scritto da Stefano Pisani   
Venerdì 21 Ottobre 2011 16:11

Roma - L’emergenza obesità in Italia si sta facendo sempre più pressante: secondo dati diffusi dalla Fondazione Adi (Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica) in occasione dell’ObesityDay del 10 ottobre, il 46 per cento degli italiani adulti ha problemi di peso, e la situazione è peggiorata del 10 per cento negli ultimi 10 anni. Allora, è corsa alle soluzioni. Dieta equilibrata, attività fisica, certo, ma anche, in opportuni casi, chirurgia bariatrica e nutrigenomica, una delle ultime discipline arrivate nel settore della nutrizione che mira ad applicare al campo dell’ alimentazione dei progressi realizzati nella genetica.

In particolare, durante il 66mo Congresso nazionale della Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (Fimmg-Metis) dedicato alla “Medicina generale nel terzo millennio” che si sta tenendo a Villasimius, sulla costa sud orientale della Sardegna, si è parlato di semplici test genetici da tenersi negli ambulatori dei medici di famiglia per scoprire qual è la dieta più adatta al proprio profilo genetico e lo stile di vita ottimale. Le differenze genetiche fra una persona e l'altra determinano infatti significative differenze nella metabolizzazione dei vari nutrienti, ed è l'attenzione al metabolismo specifico di ogni individuo che è cruciale nella scelta di una dieta e di uno stile di vita ottimali. La nutrigenomica mira a disegnare una dieta personalizzata sulla base del patrimonio genetico di ciascuno: consigli dietetici e dosi raccomandate per i vari nutrienti, vitamine e minerali, sono infatti oggi ampiamente disponibili, ma non tengono nella dovuta considerazione le differenze genetiche. Con un semplice test su un campione di saliva, prelevato tranquillamente negli studi dei medici di famiglia e mandato ad analizzare in laboratorio, è possibile rivelare le variazioni presenti in 16 geni specifici per la nutrizione e i fattori di rischio a essi associati. In questo modo, si creano delle linee guida su misura per ogni persona che vengono inserite in un report che elenca quantità e qualità degli alimenti da assumere, nonché suggerimenti sullo stile di vita da adottare. E' possibile poi l'analisi di alcuni geni-chiave che sono coinvolti in fattori di rischio molto comuni per la salute come in processi infiammatori, tolleranza a carboidrati, resistenza all'insulina, ipertensione e malattie cardiovascolari.

Di chirurgia bariatrica, cioè chirurgia del peso, si parla invece durante il 113mo congresso della Società Italiana di Chirurgia che si sta tenendo a Firenze. Le tecniche chirurgiche per contrastare l’eccesso di peso esistono, si sono raffinate e si stanno pure dimostrando assai efficaci. Le cifre sull’obesità sono allarmanti e capaci di far scricchiolare qualunque sistema sanitario: nel mondo ci sono 500 milioni di adulti obesi, metà dei quali sono diabetici. I 4 milioni di obesi italiani costano alla comunità circa 8,3 miliardi di euro. Ogni giorno, 13 italiani entrano in sala operatoria per risolvere problemi di obesità grave. In un anno si eseguono 5.500 interventi, ma questi numeri rappresentano solo «la punta dell'iceberg» di un fenomeno che potrebbe essere molto più esteso, perché i grandi obesi (che rappresentano il 10 per cento della popolazione) da indirizzare verso la chirurgia bariatrica potrebbero essere molti di più, stando a quanto riferisce Alfredo Genco, del Centro per il trattamento chirurgico e mini invasivo dell'obesità del Policlinico Umberto I di Roma. La chirurgia è «una possibilità importante - afferma Genco - spesso l'unica per molti pazienti» ma non deve essere interpretata come «una scorciatoia».

Esistono precisi parametri per i quali viene data l'indicazione al bisturi. I pazienti operabili sono quelli che hanno un BMI (Body Mass Index) superiore a 40, con un'obesità persistente da oltre 5 anni, che non ottengono più risultati con la dieta e «hanno malattie provocate dall'eccesso di peso, che per regredire - aggiunge Genco - impongono un calo ponderale». Negli ultimi cinque anni, la situazione dei grandi obesi in Italia è peggiorata. Nelle sale operatorie sono comparse «carrucole» che servono per spostare le persone dal letto al tavolo operatorio, perché «ormai gli infermieri da soli non ce la fanno più a sollevare alcuni pazienti». Per la cura dell'obesità sono in arrivo «trattamenti endoscopici endoluminali in grado di imitare le tecniche oggi eseguite mediante anestesia - prosegue Genco - . Un esempio è il pallone intragastrico che dà buoni risultati nel breve e medio termine, se associato a dieta e sport».

 

 

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